Torna il cinema con le tre AAA, a Milano dal 18 al 25 marzo la 28esima edizione del Festival del Cinema Africano, d’Asia e America Latina.

 

7 giorni di programmazione, 60 film, 4 sezioni : Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo, Concorso Cortometraggi Africani, Concorso Extr’a, Sezione Flash.

 

Non solo Cinema. Tra gli eventi extra cinematografici che accompagnano il FCAAAL, la mostra fotografica AfricaAfrica, exploring the Now of African Design and Photography, il meglio della fotografia africana contemporanea.

 

Beautiful and young!  Il meglio delle produzioni provenienti dai tre continenti nelle opere dei registi più giovani nella Sezione Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo

 

OF FATHERS AND SONS di Talal Derki. Il regista torna nella sua terra, in Siria, per girare un documentario sulla nascita del Califfato. Ritraendo la quotidianità del generale Abu Osama, leader di al Nusra e di suo figlio Osama, Talal Derki vive da vicino cosa voglia dire crescere in un Califfato islamico, dove le scuole non esistono più, l’istruzione significa recitare il Corano a memoria e le favole parlano della gloria dei martiri.

AZOUGUE NAZARETH di Tiago Melo – La cultura afro-brasiliana del maracatu, un insieme di danza e musica legato al carnevale che affonda le sue radici nei tempi della schiavitù. In Brasile a Nazaré da Mata, un piccolo centro vicino a Recife, i poeti sambador si sfidano a colpi di versi, una delle pratiche più antiche del maracatu, spettacolo di danza e musica legato al carnevale che affonda le sue radici nei tempi della schiavitù. Un pastore evangelista lotta contro questa tradizione definendola “demoniaca”.

THE BOMB di Ralston Gonzales Jover – La dura vita di Pipo, un uomo sulla quarantina, sordomuto, che vive alla giornata accettando i lavori più duri della spietata giungla metropolitana. Vive ai bordi di una discarica di Manila insieme a Cyril, la giovane ragazza di cui è innamorato. Fino al giorno in cui il padre non ne chiede la “restituzione”. Uno spaccato durissimo della vita a Manila riflesso nella vita esasperato di Pipo.

I AM NOT A WITCH della regista Rungano Nyoni –  Una black comedy per denunciare il dramma dei bambini stregoni. La storia di Shula, una ragazza tacciata di essere una strega dalla gente del suo villaggio e mandata in un “campo per le streghe” sotto la guida del losco Mr Banda.

KILLING JESUS – Paula e Jesus nella toccante storia (parzialmente autobiografica) della esordiente regista Laura Mora. Paula assiste alla morte del padre un professore universitario sparato davanti ai suoi occhi da Jesus, un giovane delle favele di Medellín, in Colombia. Non sarà possibile per Paula odiare l’assassino di suo padre fino a vendicarsi. Jesus rivela una umanità inattesa. Paula e Jesus, due vittime di una società violenta, corrotta, inumana.

POISONOUS ROSES di Ahmed Fawzi Saleh è un ritratto vivace della povertà dell’Egitto dei nostri giorni nella storia di Saqr un giovane ventiduenne deciso a fuggire dal quartiere delle conce, dai suoi vicoli claustrofobici e maleodoranti, dove vive e lavora e di sua sorella, Taheya, che vuole impedirglielo a tutti i costi. Anche invocando l’aiuto di uno sciamano.

THE NUMBER di Khalo Matabane – Ambientato nelle prigioni del Sudafrica post apartheid e basato sulla storia vera della più pericolosa gang criminale del Sud Africa e del suo capo, Magadien Wentze. Dopo l’omicidio di un giovane da lui protetto, Magadien decide di rompere con quella che fino a quel momento è stata la sua identità.

 

L’Italia guarda l’Altro. Nella Sezione Concorso Extr’A registi italiani raccontano con le loro opere la diversità culturale nel nostro Paese.

 

NIMBLE FINGERS di Parsifal Reparato – Le dita delle operaie vietnamite che lavorano nelle fabbriche dei più importanti marchi della elettronica mondiale. La vita delle operaie, i loro ritmi serrati, la rigida organizzazione del lavoro, la catena del controllo. La storia Bay, una di loro, il suo ritorno al villaggio, la ricerca di una nuova dimensione personale nella società industriale.

GRANMA di Daniele Gaglianone e Alfie Nzeun – Un rap per i migranti, un film per informarli dei rischi delle traversate del Mediterraneo prodotto da OIM – Organizzazione Internazionale per le Migrazioni. In un mediometraggio, la storia di Jonathan, un giovane nigeriano con la passione per la musica. Suo cugino Momo, partito clandestinamente per l’Europa, è morto. Jonathan inizia un lungo viaggio per il Paese per portare alla famiglia la tragica notizia.

HANAA di Giuseppe Carrieri – Quattro vite che si incroceranno inevitabilmente. Quattro spose bambine, quattro Hanaa in quattro diversi angoli del pianeta. India, Siria, Nigeria, Perù. Spiragli di bellezza nella terribile condizione delle spose bambine.

 

Film acclamati nei festival internazionali, il meglio del cinema contemporaneo che racconta e interpreta l’attualità di Africa, Asia e America Latina nella Sezione Flash. 

 

SHEIKH JACKSON di Amr Salama – Blockbuster in Egitto, il film è la storia di un imam egiziano che vede messa in crisi la sua fede dalla notizia della morte del re del pop:Michael Jackson, per il quale nutre una passione smodata.

 

Sezione Fuori Concorso

 

DARK WIND di Nila Madhab Panda – Un film che collega il suicidio di un contadino al cambiamento climatico. Ambientato nel Rajasthan, dove le piogge sempre più irregolari hanno portato molti contadini a indebitarsi e spesso a togliersi la vita. Hedu, il padre cieco di un contadino, teme che suo figlio possa fare la stessa fine e cerca di entrare in contatto con l’agente della banca. ‘Il dio della morte’, lo chiamano i contadini.