MEDFILM FESTIVAL 2018 – “Tutte le sponde culturali del Mediterraneo.“

 

Alla sua 24 esima edizione anche quest’anno il MedFilm Festival ci offre un meraviglioso viaggio cinematografico tra le due sponde del Mediterraneo

Dal 9 al 18 novembre a Roma il cinema entra nella complessa, stratificata, umanistica ricchezza che è la Cultura mediterranea. Cineasti affermati, talenti emergenti, voci coraggiose, visioni fuori dal mainstream. Al MedFilm si vedono, si raccontano, si ascoltano le originali e vibranti cinematografie di un insieme di paesi spesso divisi da sciagurate contingenze geopolitiche, eppure racchiusi in quell’unico grande abbraccio che è il Mediterraneo.

 

I numeri del MedFilm Festival 2018

79 film, documentari e cortometraggi, 34 paesi rappresentati, 44 anteprime nazionali, 2 europee. 10 i film in concorso ufficiale Premio Amore & Psiche, 4 film Fuori Concorso, 11 film nella interessantissima sezione Rather Be Horizontal : Woman in Film, 6 film nella sezione Le Perle dedicata alla scoperta del nuovo cinema italiano, Focus Spagna, e per finire, Europa e Mediterraneo con l’importantissimo appuntamento del Parlamento europeo LUX FILM DAYS.

 

Ad aprire il festival, in concorso Premio Amore e Psiche, IL GIORNO CHE HO PERSO LA MIA OMBRA di Soudade Kaadan – Nella Siria dilaniata dalla guerra, la storia di Sana una giovane madre e della sua lotta per crescere suo figlio. Alla ricerca di mezzi di sopravvivenza, un giorno condivide un viaggio in taxi con Jalal e Reem. Tutti e tre vengono abbandonati in un villaggio dall’autista, presunto oppositore del regime. Uno sguardo originalissimo sulle conseguenze di una guerra che potrebbe essere ovunque, un road movie, una metafora potente e poetica.

DEAR SON di Mohamed Ben Attia – Sami è un giovane tunisino che sta per entrare all’università. Riadh, il padre, sta per andare in pensione. Come molti giovani tunisini disillusi dal cambiamento politico, Sami è partito per la Siria per combattere al fianco dei jihadisti. Deciso a riportare a casa il figlio a tutti i costi, Riadh vola in Turchia per passare il confine. Un film sul rapporto padre e figlio sullo sfondo di un Paese da cui è partito il più alto numero di foreign fighters.

SOFIA di Meryem Benm’barek – La maternità fuori dal matrimonio nel contesto conservatore della società marocchina nella storia di Sofia, una giovane di vent’anni che cerca di nascondere alla famiglia la sua gravidanza fuori dal matrimonio. Al momento del parto, l’ospedale le dà un giorno di tempo per presentare i documenti del padre del bambino. Un film politico sul ruolo della donna nel mondo islamico e sulla ipocrisia delle convenzioni sociali e religiose.

YOMEDDINE di Abu Bakr Shawki – Beshay, un uomo guarito dalla lebbra, ma con il corpo segnato dalla malattia, mutilato nelle mani così come nel viso. La colonia in cui ha vissuto è stato tutto il suo mondo sin dall’infanzia, fino alla morte della moglie che spinge a partire alla ricerca delle proprie radici. Con tutto ciò che possiede caricato su un carretto trainato dal suo asino, Beshay si mette in marcia alla ricerca delle proprie radici. A lui si unisce presto il piccolo orfano Obama. Insieme attraverseranno l’Egitto, un Paese per loro sconosciuto.

 

Fuori Concorso

A TRAMWAY TO JERUSALEM di Amos Gitai – Una commedia utopica, una metafora ironica, tra fiction e documentario, sulla linea più affollata di Gerusalemme, la Linea Rossa, che per 14 chilometri attraversa le due parti della città. Una città divisa che, almeno per lo spazio di un tragitto, mette da parte conflitti e violenze e cerca di simulare una convivenza possibile. Un mosaico di esseri umani nella vita quotidiana della città più complessa al mondo.

 

Le Perle

SEMBRA MIO FIGLIO di Costanza Quatriglio – Ancora bambino Ismail, un hazara, fugge dalle persecuzioni in Afghanistan. Vive in Europa con suo fratello Hassan. La madre, che non ha mai smesso di aspettare il loro ritorno, non li riconosce più. Inizia il viaggio di Ismail che lo porterà a guardare in faccia il destino della sua famiglia e del suo popolo, gli Hazara.

PIOMBO FUSO di Stefano Savona – Realizzato durante gli ultimi drammatici giorni dell’omonima Operazione israeliana grazie a una falla apertasi al confine tra la striscia di Gaza e l’Egitto. Una testimonianza diretta di cosa succedeva in quei giorni: un ragazzo mostra la casa distrutta, una famiglia si stringe intorno al corpo del giovane figlio ucciso dai bombardamenti, un medico registra le vittime del conflitto. Le autorità israeliane negano la presenza di vittime civili.

LA STRADA DEI SAMOUNI di Stefano Savona – Nel 2009 Israele con l’operazione Piombo Fuso uccide oltre duemila palestinesi. Tra le vittime del massacro la famiglia Samouni, una famiglia di agricoltori che vivevano lontano dalla città, in un quartiere che aveva sempre rifiutato di “prendere partito” per Hamas o per Al Fatah. Amal, Fouad, i loro fratelli e i loro cugini hanno perso i genitori, le case e gli alberi di ulivo. È passato un anno da quando hanno sepolto i loro morti. Il quartiere è in ricostruzione ma la loro vita è cambiata per sempre. Il film è basato su interviste, memorie dei sopravvissuti e girato sul posto dell’ambientazione.

RED COW di Tsivia Barkai – Ambientato nei giorni precedenti all’assassinio di Rabin, la storia di Benny, una giovane donna con il nome da uomo. Cresciuta con il padre fondamentalista nella zona a est di Gerusalemme, in un insediamento ebraico all’interno di un’area musulmana, Benny è sempre più insofferente al nazionalismo religioso e utopistico del padre. Soprattutto quando incontra Yael, una giovane donna di cui si innamora.

 

Anche quest’anno al MEDFILM FESTIVAL l’importantissimo appuntamento LUX FILM DAYS, VII edizione, con la proiezione dei tre film finalisti del premio che ogni anno il Parlamento europeo assegna al film che meglio contribuisce ad esprimere e rafforzare l’identità europea:  STYX di Wolfang FisherLAZZARO FELICE di Alba Rohrwacher e THE OTHER SIDE OF EVERYTHING di Mila Turajlic.