Dal 5 al 18 dicembre la più grande manifestazione culturale sui diritti umani in Francia. La 16.ma edizione del Festival internazionale dei Diritti umani a Parigi per raccontare in maniera essenziale sul grande schermo situazioni estremamente complesse. Un festival cinematografico dedicato esclusivamente ai diritti umani. Due settimane di film e documentari sulle violazioni della dignità umani nei diverso angoli del mondo. Il Cinema che informa, discute, denuncia. Il Cinema che tocca le nostre coscienze, che ci spinge a prendere posizione, che ci invita ad essere cittadini attivi al di là dei nostri confini.

 

In Concorso

ANTOINE di Julie Bruchert e Gabriel Laurent -Lo scandalo che ha coinvolto lo Stato del Lussemburgo e alcune multinazionali. Un sistema di elusione fiscale ben congegnato che ha sottratto centinaia di milioni di euro di entrate agli Stati dell’Unione europea. Antoine ha divulgato 2800 pagine di prove schiaccianti contenute nel testo di un accordo che ha indignato milioni di cittadini europei. Accusato dalla giustizia lussemburghese per violazione del segreto commerciale, in attesa di processo, Antoine prova a ricominciare una vita normale.

A THOUSAND GIRLS LIKE ME di Sahra Mani – Dal 2009 in Afghanistan la violenza sessuale contro le donne è punita penalmente. Sono poche tuttavia le donne che hanno il coraggio di denunciarla. Khatera, una giovane ventenne, è una di queste. Suo padre ha abusato di lei durante tutta la sua vita di bambina e di adolescente, causandole diverse gravidanze. Da quella violenza è nata una bambina. Khatera ha raccontatola sua storia in un programma televisivo, dove si è presentata di nuovo incinta. Il figlio che porta in grembo è di suo padre.

AMAL di Mohamed Siam – Amal ha quattordici anni quando si unisce alle proteste di piazza Tahrir. Sono passati cinque anni e Amal è entrata nel mondo degli adulti. Un mondo dove non ha trovato le promesse di libertà e democrazie che aveva portato il vento della Primavera araba. Attraverso la sua storia, il riflesso di una intera generazione che non ha smesso di chiedere il cambiamento.

LE MUR di Cam Christiansen – Un lungometraggio di animazione lungo le due parti del Muro che divide Israele dalla Palestina. Uno sguardo nudo e crudo sugli effetti che la separazione fisica dei due popoli ha prodotto sulle loro culture e sulle loro vite. In particolare sui palestinesi al di là del Muro.

LE ROYAUME di Laurent Reyes e Gabriel Laurent –  La repressione delle minoranze etniche in Myanmar, nel cuore della giungla. Un gruppo di americani evangelisti e di paramilitari impegnati nel soccorso di popolazioni perseguitate dal governo centrale si scontrano quotidianamente con i condizionamenti del fanatismo religioso e del proselitismo ideologico.

LETTER FROM MASANJIA di Leon Lee e Sun Yi – Una donna dell’Oregon, Julie Keith, acquista in un grande magazzino una scatola di decorazioni per Halloween. Al suo interno ci trova una lettera, una richiesta accorata di aiuto scritta da un prigioniero di  Masanjia, un campo per lavori forzati a Shenyang, in Cina. Keith posta la lettera sui social provocando l’indignazione di moltissima gente fino alla abolizione del sistema di rieducazione nei campi di lavoro ancora praticato nella Cina dei giorni nostri.

KINSHASA MAKAMBO di Dieudo Hamadi – Un reportage sugli eventi della Repubblica democratica del Congo nel periodo tra il 2016 e il 2017 quando il presidente in carica Joseph Kabila  si rifiutò di dimettersi e l’eroe nazionale, l’ottantenne Étienne Tshisekedi, tornò sulla scena cercando invano di raggiungere un accordo con Kabila. La resistenza armata dei combattenti congolesi attraverso il ritratto di tre giovani attivisti: Christian, Ben e Jean-Marie. La loro lotta, ogni giorno sul filo del rasoio dell’arresto e della tortura. Un interrogativo sul “valore della violenza” e sulla sua legittimazione come arma per combattere un regime autoritario e repressivo.

THE STATE AGAINST MANDELA AND THE OTHERS di Nicolas Champeaux e Gilles Porte – La storia della lotta contro l’apartheid non è stata solo di Nelson Mandela. Nel centenario della sua nascita, 256 ore di archivio sonoro  ci raccontano lo storico processo  che mise sotto accusa e condannò tra il 1963 e il 1964 cinque neri, un bianco e un indiano.

REVENIR di David Fedele e Kumut Imesh – Un diario di viaggio, una inchiesta giornalistica l’autobiografia di Kumut Imesh, un rifugiato della Costa D’Avorio che vive in Francia. Kumut torna in Africa per ricostruire il viaggio che ha fatto anni prima per sfuggire alla guerra civile. Kumut documenta il suo viaggio sotto due punti di vista, di chi è davanti alla telecamera e di chi sta dietro come lui. L’aspirazione alla libertà e alla dignità ripresa e raccontata in una delle rotte migratorie più pericolose al mondo.

SILAS di Hawa Essuman e Anjali Nayar – In Liberia l’attivista Silas Siakor combatte contro la deforestazione illegale delle grandi multinazionali, contro la corruzione endemica del Paese che ha fatto del legno un’arma di potere e di guerra.

THE GIRLS OF MERU di Andea Dorfman – In Kenya una giovane adolescente viene stuprata lungo il ciglio della strada che da scuola la riporta a casa. La polizia, come in altri casi simili, non indaga, alimentando un clima di impunità diffuso. Un équipe internazionale guidata dal’avvocato canadese Fiona Sampson e Tumaini Shelter, responsabile della ONG Ripple International, si fa promotrice di una azione di difesa di 11 ragazze vittime di stupro. Una azione inedita che mira scuotere l’opinione pubblica e a spingere la polizia nazionale ad intervenire in difesa delle tante giovani donne a rischio di violenza sessuale.

VOCES DE GUERRILLA di Sjoerd van Grootheest – Con la firma dell’accordo tra il governo e le FARC più di 200 guerriglieri hanno consegnato le armi per entrare nella vita civile. Voces de Guerrilla li incontra, entrando nel loro passato, nella ideologia delle FARC, nei loro sogni per l’avvenire, nel loro ingresso nella società civile. Un cammino tortuoso e denso di incognite. Un governo, quello di Duque, incapace e riluttante a mantenere le promesse di pace e di sicurezza per gli ex combattenti delle FARC.

WHEN THE WAR COMES di Jan Gebert – L’ascesa dell’ala destra e dell’ideologia nazista radicale in Slovacchia. Peter Švrček, un giovane apparentemente normale: una famiglia, una fidanzata, gli studi universitari. Ma Peter ha una doppia vita, fatta di divise mimetiche,  marce per la città, simboli nazisti. Peter ha fondato Slovak Recruits, un gruppo paramilitare per difendere la Slovacchia dagli immigrati. Le istituzioni chiudono gli occhi, lasciano fare fino a quando Peter non entrerà inevitabilmente in politica.

 

Fuori Concorso

WHEN GOD SLEEPS di Till Schauder – Girato in Germania nel 2015, When God sleeps si concentra sulla vita di Shahin Najafi e sulla sua lotta per portare la sua musica in tournée alla vigilia della rivoluzione iraniana del 1979. Una musica che è dura critica verso l’islamismo, esponendolo al pericolo della sua stessa vita.

MR GAY SYRIA di Ayse Toprak –  Mahmoud è il fondatore del movimento LGBT in Siria. Vive come rifugiato a Berlino dove lavora per una ONG che aiuta i richiedenti asilo omosessuali. Husein ha 24 anni è un rifugiato siriano a Instabul dove è arrivato clandestinamente con la sua famiglia. Husein ha un segreto: è omosessuale. Le loro strade si incrociano perché i due hanno un sogno in comune: riuscire a partecipare al concorso internazionale “Mr Gay World”, che avrà luogo a Malta. Per Husain è l’opportunità di cercare una via di fuga verso l’Europa. Per Mahmoud è il luogo ideale per accendere i riflettori sulla causa della comunità LGBT in Siria e nel Medio Oriente. La difficoltà di essere gay in una società omofoba, la sfida del venire allo scoperto, uno sguardo unico sulla condizione di chi lascia dietro di se il proprio paese e le proprie famiglie alla ricerca di una vita migliore.

THE CLEANERS di Moritz Riesewieck Hans Block – Chi controlla cosa leggiamo in rete, chi decide cosa ci piace e cosa non ci piace, chi decide cosa è inappropriato e lo elimina dalla rete? Chi c’è dietro la  “pulizia digitale”? The Cleaners, persone che dalla Silicon Valley ogni giorno esaminano migliaia di immagini esercitando una censura globale. Un paradosso se pensiamo alla battaglia parallela che molti popoli nei diversi angoli del mondo conducono contro la censura online praticata da regimi oppressori e liberticidi.

MICHEL THIERRY ATANGANA, SCANDALES D’ETATS di Katia Clarens – Michel Thierry Atangana, uomo d’affari francese, ha trascorso quindici anni dietro le sbarre di una prigione in Congo per appropriazione indebita di fondi pubblici. Le accuse erano false e costruite su motivazioni meramente politiche: Atangana era vicino all’uomo che voleva sfidare l’inossidabile Biya, il presidente che governa il Camerun dal 1982, ripetutamente accusato di gravi violazioni di diritti umani. La storia di Michel Thierry Atangana ne è una testimonianza.

POISSON D’OR, POISSON AFRICAIN di Moussa Diop e Thomas Grand – La pesca nel sud del Senegal richiama migliaia di lavoratori provenienti da tutta la regione : Costa d’Avorio, Burkina Faso, Guinea, mettendo in serio pericolo le risorse ittiche e la sostenibilità delle comunità locali. La presenza di una fabbrica cinese che produce farina di pesce peggiora le condizioni di vita di una popolazione depauperata della sua unica fonte di sussistenza economica.

TUNISIE, JUSTICE EN TRANSITION di Ricardro Gonzalez e Marc Almodóvar – L’Istanza per la Verità e la Dignità è l’istituzione tunisina creata per l’attuazione della giustizia. Il suo compito non è solo di indagare i crimini commessi durante la dittatura di Ben Ali, ma anche quelli commessi negli anni di Bourguiba. I 65 mila dossier finora prodotti testimoniano un passato di torture, espropriazioni arbitrarie, uccisioni e violazioni dei diritti umani.

THE ACT OF KILLING di Joshua Oppenheimer – La repressione anticomunista del 1965 in Indonesia. Circa un milione di morti, uccisi per motivi politici. Le testimonianze di chi ha compiuto i massacri, piccoli criminali di strada diventati torturatori e assassini al soldo della dittatura militare. Alcuni di loro vivono indisturbati nella società indonesiana, addirittura celebrati e omaggiati come eroi.